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Open WebUI con Ollama: configurazione, sicurezza e primi test

Guida pratica a Open WebUI con Ollama: installazione Docker, collegamento, primi test, documenti RAG, sicurezza e problemi frequenti.

Schema del collegamento tra browser, Open WebUI e Ollama
Open WebUI gestisce la chat e Ollama esegue il modello locale.

Open WebUI trasforma i modelli eseguiti con Ollama in un assistente utilizzabile dal browser. Offre una chat ordinata, la gestione degli utenti, conversazioni salvate e raccolte di documenti, mentre Ollama rimane il motore che carica ed esegue il modello sul computer o sul server scelto.

In questa guida configuriamo il collegamento senza dare nulla per scontato. Partiremo da un’installazione semplice, verificheremo ogni passaggio e aggiungeremo una piccola raccolta di documenti. L’obiettivo non è soltanto “vedere la chat”, ma capire dove passa la richiesta e come evitare gli errori più comuni.

Indice

  1. Che cosa fanno Open WebUI e Ollama
  2. Requisiti e architettura
  3. Installazione di Open WebUI con Docker
  4. Collegamento a Ollama
  5. Primo test completo
  6. Usare i propri documenti
  7. Sicurezza, backup e aggiornamenti
  8. Problemi frequenti
  9. FAQ
Schema del collegamento tra browser, Open WebUI e Ollama
Open WebUI gestisce l’esperienza utente; Ollama riceve la richiesta ed esegue il modello locale.

Che cosa fanno Open WebUI e Ollama

I due componenti hanno ruoli diversi e complementari:

  • Ollama scarica, conserva ed esegue i modelli. Espone normalmente un’API sulla porta 11434.
  • Open WebUI presenta l’interfaccia web, conserva le conversazioni, gestisce utenti e impostazioni e inoltra le richieste al motore configurato.

Quando scrivi una domanda nel browser, Open WebUI la invia a Ollama. Ollama carica il modello, genera i token della risposta e li restituisce all’interfaccia. Se le risposte sono lente, quindi, non è necessariamente la pagina web: spesso il limite è il modello scelto, la RAM, la GPU o una finestra di contesto troppo grande.

Quando questa combinazione è utile

È adatta a chi vuole sperimentare con l’AI locale, creare un assistente interno, provare modelli diversi o lavorare su documenti controllati. Non garantisce automaticamente privacy assoluta: plugin, modelli cloud, ricerche web e integrazioni possono inviare dati all’esterno. La configurazione effettiva conta più dell’etichetta “locale”.

Prima di iniziare: scegli l’architettura

Per un primo laboratorio conviene usare una delle tre configurazioni seguenti.

ConfigurazioneIndirizzo Ollama in Open WebUIQuando usarla
Entrambi sullo stesso computer, Open WebUI in Dockerhttp://host.docker.internal:11434Prova personale più semplice
Open WebUI e Ollama in container coordinatiNome del servizio Docker e porta 11434Server dedicato o Docker Compose
Ollama su un altro computer della LANhttp://IP-DEL-SERVER:11434GPU separata dall’interfaccia

La documentazione ufficiale di Open WebUI indica host.docker.internal quando Ollama gira sul computer host. Ollama, invece, ascolta per impostazione predefinita su 127.0.0.1:11434: se i due componenti sono su macchine differenti occorre configurare esplicitamente l’ascolto di rete e limitare l’accesso con firewall o segmentazione.

Controllo preliminare di Ollama

Prima di installare l’interfaccia, verifica che Ollama risponda:

curl http://localhost:11434/api/tags

Se ricevi un oggetto JSON con l’elenco dei modelli, il servizio è attivo. Puoi controllare anche dal terminale:

ollama list

Se l’elenco è vuoto, scarica un modello compatibile con la memoria disponibile. Un modello più piccolo è spesso preferibile per il primo test: l’obiettivo iniziale è validare il collegamento, non ottenere subito la massima qualità.

Installare Open WebUI con Docker

Docker è il percorso ufficialmente supportato e rende semplice conservare applicazione e dati separati. Il comando seguente pubblica l’interfaccia sulla porta 3000, crea un volume persistente e aggiunge il nome che permette al container di raggiungere il computer host:

docker run -d   -p 3000:8080   --add-host=host.docker.internal:host-gateway   -v open-webui:/app/backend/data   --name open-webui   --restart always   ghcr.io/open-webui/open-webui:main

Apri poi http://localhost:3000. Al primo accesso viene creato l’account amministrativo. Usa una password robusta e non rendere pubblica l’istanza prima di aver configurato autenticazione, TLS e regole di registrazione.

Perché il volume è importante

L’opzione -v open-webui:/app/backend/data conserva configurazione, account e conversazioni fuori dal ciclo di vita del container. Senza un volume, ricreare il container può comportare la perdita dei dati applicativi. Il volume non è però un backup: occorre copiarlo periodicamente e provare il ripristino.

Controllare che il container sia sano

docker ps
docker logs --tail 100 open-webui

Il primo comando deve mostrare il container in esecuzione. Il secondo è utile se la pagina non si apre o se l’avvio si interrompe. Se Open WebUI è pubblicato dietro un reverse proxy, assicurati che il proxy supporti anche le connessioni WebSocket: una pagina visibile con risposte che non arrivano può dipendere proprio da questo.

Collegare Open WebUI a Ollama

Open WebUI prova automaticamente a individuare Ollama. Se il modello non compare:

  1. accedi come amministratore;
  2. apri Admin Settings;
  3. vai in Connections → Ollama → Manage;
  4. inserisci l’indirizzo corretto;
  5. salva e verifica la connessione.

Con Open WebUI in Docker e Ollama sullo stesso computer, prova http://host.docker.internal:11434. Se Ollama risiede su un server della rete locale, usa l’indirizzo IP di quel server e verifica la raggiungibilità dalla macchina che ospita Open WebUI.

Testare dal punto di vista del container

Il fatto che Ollama risponda dal computer non garantisce che sia raggiungibile dal container. Un controllo utile è:

docker exec open-webui sh -c   "wget -qO- http://host.docker.internal:11434/api/tags"

Se questo test fallisce, il problema è di rete o di indirizzo, non del modello. Su una distribuzione Linux datata potrebbe mancare la risoluzione di host.docker.internal; l’opzione --add-host=host.docker.internal:host-gateway del comando precedente serve proprio a crearla.

Il primo test completo

Quando il modello appare nel selettore, apri una nuova conversazione e usa una richiesta semplice e verificabile:

Rispondi in italiano con tre punti. Spiega la differenza tra RAM e memoria di archiviazione a una persona non tecnica.

Controlla quattro aspetti:

  • il modello selezionato è quello realmente disponibile in Ollama;
  • la prima risposta parte senza errori;
  • i token continuano ad arrivare senza interruzioni;
  • una seconda domanda mantiene il contesto della conversazione.

Per una prova più strutturata, prepara cinque domande con risposta attesa e annota tempo della prima risposta, durata totale e memoria utilizzata. Cambiare modello senza queste misure rende difficile capire quale configurazione funzioni meglio.

Contesto: non aumentarlo senza motivo

Open WebUI può inviare a Ollama il parametro num_ctx. La documentazione segnala che, quando impostato nell’interfaccia, questo valore prevale sulla configurazione generale di Ollama. Una finestra più grande consuma più RAM o VRAM e può rallentare notevolmente l’elaborazione. Aumentala solo quando la conversazione o i documenti lo richiedono.

Esempio semplice: fare domande a una procedura

La sezione Workspace → Knowledge permette di creare una raccolta, caricare file e usarli come contesto. Open WebUI distingue tra recupero mirato, cioè RAG, e caricamento dell’intero contenuto nel contesto. Per documenti lunghi conviene normalmente il recupero mirato.

  1. crea una raccolta chiamata “Procedure di prova”;
  2. carica un PDF non riservato e aggiornato;
  3. associa la raccolta alla chat o al modello;
  4. chiedi una risposta accompagnata dalla fonte;
  5. verifica che la citazione conduca davvero al passaggio usato.

Prompt di prova:

Usa esclusivamente i documenti disponibili. Indica titolo e sezione della fonte. Se l’informazione non è presente, rispondi “Non disponibile nei documenti caricati”.

Un file caricato non rende automaticamente affidabile la risposta. Versioni obsolete, duplicati, scansioni senza OCR e segmenti mal costruiti producono recuperi deboli. La guida RAG: collegare l’AI ai propri documenti spiega chunk, embedding, ricerca ibrida, permessi e valutazione.

Sicurezza: che cosa proteggere

L’API locale di Ollama non richiede autenticazione. Per questo non va esposta direttamente su Internet. Se l’accesso remoto è necessario, pubblica l’interfaccia protetta, non la porta 11434 senza controlli.

  • limita Ollama alla macchina o alla rete strettamente necessaria;
  • usa firewall, VPN o reverse proxy con autenticazione;
  • abilita HTTPS prima di usare l’interfaccia fuori dalla rete locale;
  • disabilita registrazioni aperte se non servono;
  • non caricare documenti riservati in una prova non governata;
  • verifica quali funzioni o integrazioni contattano servizi esterni;
  • aggiorna immagini e dipendenze dopo aver letto note e incompatibilità;
  • esegui backup e prova periodicamente il ripristino.

Per dati aziendali applica anche le sette regole per usare l’AI in sicurezza: minimizzazione, autorizzazioni, log, responsabilità e controllo umano restano necessari anche quando il modello gira in locale.

Problemi frequenti e soluzione

SintomoCausa probabilePrimo controllo
Ollama non si collegaURL o rete erratiProva /api/tags dal container
Nessun modello nel menuNessun modello locale o istanza sbagliataEsegui ollama list
Risposta molto lentaModello grande, poca memoria o contesto eccessivoProva modello più piccolo e riduci num_ctx
La pagina si apre ma lo streaming si bloccaReverse proxy o WebSocketControlla configurazione e log del proxy
Dati persi dopo la ricreazioneVolume non persistenteVerifica il mount di /app/backend/data
Risposte deboli sui documentiFile, retrieval o citazioni inadeguatiTesta domanda, passaggi recuperati e fonte

FAQ

Open WebUI include già Ollama?

L’immagine standard di Open WebUI non richiede che Ollama sia nello stesso container. Esistono configurazioni che includono entrambi, ma separarli rende più chiaro il ruolo dei componenti e permette di collocare Ollama sulla macchina con la GPU.

Posso usare Open WebUI con modelli cloud?

Sì, supporta anche API compatibili con lo standard OpenAI e altri provider. In quel caso prompt e contenuti possono uscire dall’infrastruttura locale secondo la configurazione scelta.

Serve una GPU?

No per avviare il laboratorio, ma l’esecuzione soltanto su CPU può essere lenta. Dimensione e quantizzazione del modello devono essere compatibili con RAM, VRAM e prestazioni attese.

Perché Open WebUI non vede Ollama su localhost?

Dentro un container, localhost indica il container stesso, non il computer host. Usa host.docker.internal oppure il nome del servizio nella rete Docker.

Posso esporre la porta 11434 sul web?

Non direttamente: l’endpoint locale non richiede autenticazione. Limita l’accesso alla rete necessaria e aggiungi controlli adeguati per qualsiasi utilizzo remoto.

Conclusioni

Una configurazione affidabile nasce da una catena verificabile: Ollama risponde, il container lo raggiunge, Open WebUI mostra il modello, il test produce risultati coerenti e i documenti restituiscono citazioni controllabili. Solo dopo questi passaggi ha senso aggiungere utenti, modelli, automazioni o accesso remoto.

Fonti ufficiali

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Giuseppe D'Agata
Scritto da

Giuseppe D'Agata

Solution Engineer in Zenita Group e autore di Basi di AI. Oltre 24 anni di esperienza in infrastrutture ICT, networking, Unified Communication, software, automazione e intelligenza artificiale.