Prompt 8 minuti

Come scrivere un buon prompt: metodo pratico in 5 elementi

Un metodo semplice e aggiornato per scrivere prompt efficaci: cinque elementi, esempi prima e dopo, template pronti e controlli contro gli errori.

Metodo in cinque elementi per scrivere un buon prompt
Un prompt efficace rende chiari obiettivo, contesto, vincoli, formato e criteri di qualità.
Vuoi un prompt già strutturato? Usa il Prompt Command Center per scegliere e combinare comandi come /brief, /gaps e /verify.
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Un buon prompt non è una formula magica e non deve necessariamente essere lungo. È un brief che rende chiari il risultato atteso, le informazioni disponibili e il modo in cui valuterai la risposta.

Le istruzioni migliori cambiano in base al modello e al compito, ma un metodo semplice consente di partire bene con quasi tutti gli assistenti: obiettivo, contesto, vincoli, formato e criteri di qualità.

Indice

  1. Che cos’è davvero un buon prompt
  2. Il metodo in cinque elementi
  3. Il ruolo è utile ma non obbligatorio
  4. Un esempio prima e dopo
  5. Quattro prompt pronti da adattare
  6. Come migliorare la prima risposta
  7. Quando il prompt non basta
  8. Errori frequenti
  9. FAQ
Metodo visuale in cinque elementi per scrivere un buon prompt
Il prompt è il brief: obiettivo, contesto, vincoli, formato e criteri di qualità.

Che cos’è davvero un buon prompt

Il prompt è l’insieme di istruzioni, domande, dati ed esempi forniti al sistema AI. Un prompt efficace riduce l’ambiguità e rende il risultato più facile da controllare.

Non garantisce però la verità. Un modello può rispettare perfettamente tono e formato e, nello stesso tempo, inventare un dato. Per questo bisogna separare due obiettivi:

  • guidare la produzione, spiegando cosa deve fare il sistema;
  • verificare il risultato, controllando fatti, fonti, calcoli e conformità.

Le indicazioni ufficiali di OpenAI, Google e Anthropic convergono su alcuni principi: istruzioni chiare, contesto pertinente, formato esplicito, esempi quando servono e miglioramento iterativo. Le istruzioni ripetute o inutilmente elaborate possono invece aumentare costi e confusione.

Il metodo in cinque elementi

1. Obiettivo: descrivi il risultato concreto

Inizia con un verbo operativo: analizza, confronta, sintetizza, riscrivi, estrai, classifica oppure proponi. “Parlami del progetto” lascia aperte troppe possibilità; “prepara un riepilogo per il direttore con decisioni, rischi e prossimi passi” definisce un risultato utilizzabile.

Un obiettivo efficace risponde a tre domande:

  • che cosa deve fare l’AI?
  • per chi è il risultato?
  • a quale decisione o attività servirà?

Esempio: “Confronta le tre offerte per aiutarmi a scegliere il fornitore più adatto a una PMI con dieci utenti.”

2. Contesto: fornisci dati e situazione

Il modello non conosce automaticamente il tuo progetto, il destinatario o le regole aziendali. Fornisci soltanto le informazioni necessarie: pubblico, stato del lavoro, dati disponibili, definizioni interne ed eventuali documenti.

Quando incolli un testo lungo, separalo chiaramente dalle istruzioni usando titoli, virgolette, blocchi o tag. Per esempio:

CONTESTO
Il cliente utilizza Microsoft 365, dispone di dieci utenti e richiede assistenza in italiano.

OFFERTE DA ANALIZZARE
[incolla qui le offerte]

Non inserire password, credenziali, dati sanitari o informazioni aziendali riservate in servizi non autorizzati. La guida su come usare l’AI in sicurezza contiene una checklist dedicata.

3. Vincoli: definisci i confini

I vincoli rendono esplicito ciò che il risultato deve rispettare. Possono riguardare:

  • lunghezza massima;
  • tono e livello di competenza del lettore;
  • informazioni da includere;
  • fonti ammesse;
  • azioni vietate;
  • lingua e terminologia;
  • scadenza o periodo di riferimento.

Quando possibile, descrivi ciò che vuoi ottenere invece di accumulare divieti. “Usa frasi brevi e un linguaggio comprensibile a un principiante” è più utile di un generico “non essere troppo tecnico”.

4. Formato: rendi la risposta pronta da usare

Specifica la struttura: email, tabella, elenco, checklist, procedura, JSON o presentazione. Il formato non è un dettaglio estetico; riduce il lavoro necessario per trasformare la risposta in un risultato operativo.

Esempio: “Restituisci una tabella con le colonne Fornitore, Costo annuale, Funzioni incluse, Vincoli, Rischi e Punteggio da 1 a 5. Dopo la tabella aggiungi una raccomandazione di massimo 100 parole.”

Per integrazioni software è preferibile utilizzare, quando disponibile, l’output strutturato dell’API invece di affidarsi soltanto alla richiesta “restituisci JSON”.

5. Qualità: spiega come valuterai il risultato

Questo è l’elemento più spesso dimenticato. Indica quali caratteristiche rendono la risposta accettabile:

  • non inventare dati mancanti;
  • distinguere fatti, ipotesi e raccomandazioni;
  • citare la sezione del documento usata;
  • segnalare informazioni contraddittorie;
  • mostrare i calcoli essenziali;
  • dichiarare ciò che non è possibile concludere.

Esempio: “Usa esclusivamente le offerte fornite. Se un dato non è presente, scrivi ‘non indicato’. Non attribuire a un fornitore funzioni che non compaiono nei documenti.”

Il ruolo è utile, ma non obbligatorio

“Agisci come un project manager” può orientare prospettiva, lessico e priorità. Non conferisce però competenze certificate al modello e non sostituisce obiettivo, dati o criteri di controllo.

Usa un ruolo quando cambia davvero il punto di vista:

  • “Valuta il testo dal punto di vista di un responsabile sicurezza.”
  • “Revisiona la procedura come un tecnico help desk che dovrà applicarla.”
  • “Spiega il concetto come un formatore rivolto a principianti.”

Evita personaggi decorativi e superlativi. Un ruolo preciso è utile; chiedere al modello di essere “il più grande esperto del mondo” non rende automaticamente corretta la risposta.

Da una richiesta vaga a un prompt verificabile

Richiesta vaga:

Scrivi una mail sul ritardo.

Versione costruita con i cinque elementi:

Obiettivo: scrivi una email per informare il cliente di un ritardo di due giorni nella consegna.

Contesto: il ritardo dipende da un problema logistico già risolto. La nuova consegna è prevista venerdì 14 agosto. Il cliente non è ancora stato avvisato.

Vincoli: tono trasparente e rassicurante, massimo 140 parole. Non attribuire responsabilità a terzi. Includi le scuse e la nuova data.

Formato: oggetto più corpo dell’email.

Qualità: il testo deve spiegare che cosa cambia, quando avverrà la consegna e quale aggiornamento riceverà il cliente. Non aggiungere fatti non forniti.

Il secondo prompt non contiene parole magiche: elimina semplicemente le decisioni implicite che il modello avrebbe dovuto inventare.

Quattro prompt pronti da adattare

Riassumere un documento

Riassumi il documento seguente per un responsabile non tecnico. Evidenzia obiettivo, decisioni, scadenze, responsabili e rischi. Usa massimo 350 parole e termina con una checklist. Usa solo le informazioni presenti nel documento; per ogni punto importante indica la sezione di origine. Se manca un dato, scrivi “non indicato”.

DOCUMENTO:
[incolla il testo]

Per documenti estesi o archivi aziendali può servire un sistema RAG collegato alle fonti, non un prompt sempre più lungo.

Confrontare fornitori

Confronta le offerte A, B e C per un’azienda di 25 utenti. Considera costo a tre anni, assistenza, tempi di attivazione, vincoli contrattuali e sicurezza. Restituisci una tabella, poi elenca tre rischi e formula una raccomandazione. Non assegnare punteggi quando mancano dati: segnala invece la domanda da porre al fornitore.

Preparare un piano di progetto

Prepara un piano iniziale per migrare 20 utenti al nuovo sistema documentale entro sei settimane. Suddividi il lavoro in fasi con attività, responsabile, dipendenze, durata e criterio di completamento. Evidenzia i punti che richiedono approvazione umana. Prima del piano, elenca le informazioni mancanti che potrebbero modificarlo.

Revisionare un’email

Revisiona l’email seguente mantenendo invariati fatti, nomi e date. Rendila più chiara e professionale, con frasi brevi e una richiesta finale esplicita. Massimo 180 parole. Restituisci prima la versione revisionata e poi tre modifiche importanti con la relativa motivazione.

EMAIL:Il modello universale da copiareOBIETTIVO
[Descrivi il risultato concreto e a cosa servirà.]

CONTESTO
[Fornisci destinatario, situazione, dati e materiale necessario.]

VINCOLI
[Indica tono, lunghezza, fonti, limiti e informazioni obbligatorie.]

FORMATO
[Specifica la struttura dell’output.]

CRITERI DI QUALITÀ
[Spiega come controllare correttezza e completezza. Chiedi di segnalare dati mancanti e incertezze.]

Se manca un’informazione decisiva, aggiungi: “Prima di procedere, fammi al massimo tre domande necessarie”. Non usarlo quando preferisci che il modello lavori esclusivamente con ciò che ha già ricevuto.Come migliorare la prima risposta

Il prompting è iterativo. Non riscrivere tutto se il primo risultato è quasi corretto: indica il difetto osservabile e la modifica richiesta.

Per attività ripetitive conserva una versione del prompt, provala su esempi diversi e misura gli errori. La guida completa al prompt engineering approfondisce template, valutazione e sicurezza.Quando il prompt non basta

Alcuni problemi non si risolvono aggiungendo altre istruzioni:informazioni aggiornate: serve ricerca o accesso a fonti correnti;documenti aziendali: serve recupero controllato, permessi e citazioni;calcoli: può servire uno strumento di calcolo o codice;azioni: servono API, workflow, approvazioni e log;risultati ripetibili: servono test su casi rappresentativi, non un singolo esempio riuscito.

In questi casi il prompt è soltanto una parte dell’architettura. Un workflow n8n con AI, per esempio, può recuperare dati, applicare controlli e richiedere un’approvazione prima di inviare il risultato.Errori frequentiRipetere la stessa istruzione molte volte

Allunga il contesto senza necessariamente aumentare l’affidabilità. Scrivi ogni requisito una volta, in modo preciso.Confondere dettaglio con chiarezza

Un prompt lungo può contenere istruzioni contraddittorie. Mantieni soltanto ciò che modifica concretamente il risultato.Chiedere fonti senza consentire l’accesso alle fonti

Se il modello non dispone di ricerca o documenti, può produrre citazioni inesatte. Fornisci il materiale oppure abilita uno strumento verificabile.Inserire dati riservati per ottenere più precisione

La qualità della risposta non giustifica l’uso improprio di dati personali o aziendali. Anonimizza e utilizza strumenti autorizzati.Usare la prima risposta senza controllo

Controlla sempre numeri, date, nomi, fonti e affermazioni importanti prima di pubblicare o decidere.FAQUn prompt più lungo è sempre migliore?

No. Deve contenere le informazioni necessarie, non tutte quelle disponibili. I prompt snelli riducono ambiguità, token e costi.Devo sempre assegnare un ruolo?

No. Il ruolo è utile quando modifica prospettiva o lessico. Obiettivo, contesto e criteri di qualità sono generalmente più importanti.Posso usare lo stesso prompt con ChatGPT, Claude e Gemini?

Il metodo di base è trasferibile, ma modelli e prodotti possono reagire diversamente. Verifica il prompt sullo strumento realmente utilizzato e consulta la documentazione della versione corrente.Come impedisco all’AI di inventare informazioni?

Non è possibile garantirlo con una sola frase. Limita le fonti, chiedi di segnalare i dati mancanti, usa strumenti di recupero e verifica il risultato.Quanti esempi devo includere?

Inizia senza esempi per un compito semplice. Aggiungine uno o pochi, coerenti e rappresentativi, quando devi controllare stile, formato o classificazione.Conclusioni

Un buon prompt combina cinque elementi: obiettivo, contesto, vincoli, formato e qualità. Non serve persuadere il modello con formule teatrali; serve descrivere il lavoro come faresti con un collaboratore competente che non conosce ancora la situazione.

La risposta migliora quando il brief è chiaro. Diventa affidabile soltanto quando dati, strumenti e verifica sono adeguati al rischio.Fonti principaliOpenAI: model guidance e prompting best practicesGoogle AI for Developers: prompt design strategiesAnthropic: prompt engineering best practicesArticoli correlatiPrompt engineering: guida completaCome funziona ChatGPTPrompt per analizzare un documentoPrompt per revisionare un’email professionale

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Giuseppe D'Agata
Scritto da

Giuseppe D'Agata

Solution Engineer in Zenita Group e autore di Basi di AI. Oltre 24 anni di esperienza in infrastrutture ICT, networking, Unified Communication, software, automazione e intelligenza artificiale.